IL CUORE CHE PENSA. TRE LIVELLI DI LAVORO PSICOANALITICO E TRE LIVELLI DI PATOLOGIA

1924_joan_miro_011_paesaggio_catalano_con_chitarra - Copia  22 OTTOBRE 2016

SI COMUNICA CHE SONO CHIUSE LE ISCRIZIONI ALLA GIORNATA DI STUDIO PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI

La giornata di studio si propone di riflettere e discutere con la relatrice dott.ssa Anne Alvarez, i tre livelli di lavoro psicoanalitico da lei concettualizzati, collegandoli a tre livelli di psicopatologia. Alvarez sottolinea come  gli sviluppi storici e cronologici nella teoria e nella tecnica, da Freud attraverso Melanie Klein fino a Bion, abbiano proceduto per così dire, dall’alto verso il basso, ma nella clinica ella afferma che bisognerebbe invertire tale ordine.

Il suo schema dei livelli del lavoro analitico deriva dal fallimento clinico dello sforzo di raggiungere bambini estremamente danneggiati con interpretazioni basate sulla spiegazione (alla Freud) o sulla localizzazione (alla Klein).

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L’interpretazione in psicoanalisi

  14 MAGGIO 2016    Vallotton Chemin aprés la pluie 1915

 

Nell’attuale fase post-moderna della psicoanalisi caratterizzata dalle molte correnti che enfatizzano dal punto di vista teorico e clinico il costruttivismo, l’intersoggettivismo, il relativismo e il prospettivismo, lo strumento dell’interpretazione psicoanalitica non sembra navigare in buone acque: ne vengono messi in discussione o svalutati il significato teorico e la valenza clinica a favore dell’importanza della relazione analista-paziente, declinata in modi molteplici, e degli interventi non-interpretativi.

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L’incontro transferale con il paziente grave: modalità psicotiche del transfert

nastasi

17 OTTOBRE 2015

Si comunica che la disponibilità di iscrizioni aventi diritto ad ECM è terminata. Sono disponibili ancora cinque iscrizioni senza ecm.

La giornata di studio intende affrontare la questione del transfert nell’incontro con il paziente grave e le particolari modalità transferali che connotano la terapia. Il transfert nella cura del paziente grave (borderline, schizoide, psicotico ) non è assente, ma massiccio e significativo, a differenza di ciò che si ipotizzava in passato, cioè che  questi pazienti fossero incapaci di sviluppare risposte di traslazione. Oggi la questione non è più se il paziente possa sviluppare una traslazione importante, ma come il terapeuta possa affrontare e lavorare con pazienti che presentano, nella relazione terapeutica, determinate modalità transferali.

L’esperienza di frantumazione e le formazioni deliranti inducono una modalità controtransferale e transferale particolare, frammentaria. Continua a leggere

La clinica della malinconia. Seminari di supervisione clinico/teorici

Scanavino     17 GENNAIO 2015 – 19 DICEMBRE 2015

Il tema centrale dei seminari di approfondimento teorico-clinico, che emergerà dal lavoro di discussione gruppale sui casi clinici, sarà la riflessione sulla malinconia, da un punto di vista clinico e teorico.

Il termine malinconia comprende una gamma molto vasta di stati del tono dell’umore che vanno da stati d’animo “normali” quali il lutto, la tristezza, la nostalgia, il rimpianto, a situazioni mentali francamente patologiche, da quelle meno gravi a quelle molto gravi quali la depressione maggiore. In effetti il termine malinconia è stato da tempo sostituito, per quanto riguarda gli stati patologici, dal termine depressione.

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